Quasi definite le candidature dei due schieramenti

Ad appena una settimana dalla presentazione delle liste e delle candidature per le prossime elezioni amministrative dell’8 e 9 maggio in Sardegna, i partiti politici sono ancora in grande fermento e ancora non si riesce a trovare un accordo definitivo. Intanto l’Uds di Mario Floris, che oggi ha partecipato con il segretario provinciale Cristian Solinas al tavolo del centrodestra, ha dato l’appoggio per la candidatura di Mariano Delogu a presidente della Provincia di Cagliari. Il partito che porta avanti il progetto nazionalitario sardo si ritroverebbe maggiormente vicino alla Casa della libertà sarda per quanto concerne il programma di Governo per l’Area Vasta Cagliaritana.

CAGLIARI – Manca appena una settimana alla presentazione delle liste e delle candidature per le prossime elezioni amministrative dell’8 e 9 maggio in Sardegna. I partiti politici sono in grande fermento in entrambi gli schieramenti da oltre un mese, ma ancora non si riesce a trovare un accordo definitivo. Nel centrodestra, una volta definita la candidatura nel Sulcis, con Antonio Macciò, primario della Divisione di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale di Carbonia, resta tutto da decidere per Iglesias, Nuoro (città e Provincia), ma soprattutto per Quartu Sant’Elena, dove i nomi dei papabili sono diventati tre. Il centrosinistra sembra ancora in alto mare ed alle prese con le rivendicazioni dei partiti minori e dei nuovi alleati, anche se una squadra di massima pare già pronta.

Intanto l’Uds di Mario Floris, che oggi ha partecipato con il segretario provinciale Cristian Solinas al tavolo del centrodestra, ha dato l’appoggio per la candidatura di Mariano Delogu a presidente della Provincia di Cagliari. Il partito che porta borrachas avanti il progetto nazionalitario sardo si ritroverebbe maggiormente vicino alla Casa della libertà sarda per quanto concerne il programma di Governo per l’Area Vasta Cagliaritana. Ad opporsi al senatore Delogu, il centrosinistra vorrebbe chiamare l’ex sindaco di Quartu, Graziano Milia. L’esponente diessino, appoggiato direttamente dal Presidente della Regione, Renato Soru, non godrebbe però del favore di alcuni alleati tra cui l’Udeur, che ha fatto sapere che la partita è ancora tutta da giocare, e di Progetto Sardegna, che avrebbe preferito un Homus Novus. Nel Sulcis se la vedranno probabilmente Macciò, che non dispiace all’Udc, e Pierfranco Gaviano, consigliere comunale de La Margherita, mentre nel Medio Campidano Elvio Tocco (DS) avrà dinnanzi non il sindaco di Sanluri, Antonello Mancosu, ma Franco Atzori, vicesindaco di Arbus, del Nuovo PSI. Per l’Ogliastra il centrodestra conferma il sindaco di Tortolì, l’azzurro Attilio Murru, mentre il Centrosinistra schiererebbe Piero Carta (Sdi-Su). Ad Oristano, una volta raggiunto l’accordo per Pasquale Onida (Fotza Paris), la casa della libertà si prepara alla discesa in campo di Silvano Cadoni (Psd’Az). A Nuoro, il centrodestra si affida alle decisioni del tavolo provinciale e decide di non decidere. In ballo ci sarebbe non anche la candidatura di Maddalena Calia (FI) sindaco di Lula che però non si è mai detta disponibile al 100%. Dall’altra parte la Margherita avanza la candidatura di Roberto Deriu al posto dell’uscente Francesco Licheri offrendo il fianco alle critiche su un giudizio non totalmente positivo sull’operato dell’attuale Presidente della Provincia di Nuoro. Stefano Poddighe (Riformatori) è ormai in campagna elettorale, mentre si attendono le mosse di Alessandra Giudici (Margherita). In Gallura il centrodestra schiera Livio Fideli, assessore all’Urbanistica del Comune di Olbia, mentre nel centrosinistra restanop in piedi due ipotesi: la più accreditata Pietrina Murrighile (Progetto Sardegna) e Antonio Satta (Udeur).

Per quanto riguarda i comuni la sfida sassarese prevede la battaglia elettorale tra Sergio Milia (FI) e Gianfranco Ganau (DS), responsabile della Centrale Operativa del 118. A Nuoro, mentre si sbiadisce la candidatura di Bruno Murgia (AN), ex consigliere regionale, e si fa avanti quella di Silvestro Ladu (Fortza Paris), per il centrodestra, gli alleati di Sardegna Insieme riconfermano il primo cittadino uscente, Mario Demuru Zidda. A Quartu S.E. il centrosinistra garganta profunda potrebbe decidere di schierare Gigi Ruggeri (Margherita), mentre il centrodestra si divide tra tre possibili nomi: Mario Murgia, sponsorizzato dall’Udc e dal Nuovo PSI, Gabriele Marini, per i Riformatori, ed il giornalista Emanuele Dessì, outsider gradito a tutta la coalizione.

Ore 21,37 si spegne Papa Giovanni Paolo II

Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime ore, tanto da rendersi inutile il suo trasporto all’Ospedale Gemelli. La notizia è stata data dal monsignor Sandri alla folla che da giovedì si era radunata in preghiera in piazza San Pietro. Il Papa che ha cambiato il mondo, che è stato dalla parte dei giovani, che ha combattuto fino alla fine contro la guerra, “il demonio”. Il primo pontefice ad aver varcato il Palazzo di Montecitorio, che strinse la mano al rivoluzionario Fidel Castro, che ha recitato con enorme coraggio il “Mea Culpa” sugli errori dei cristiani. Un uomo che con dignità e forza d’animo ha sopportato la malattia che alla fine lo ha portato via.

– Dopo una lenta agonia Papa Giovanni Paolo II si è spento in Vaticano. Nel corso delle ore si sono susseguiti svariati comunicati che smentivano le voci false della sua morte. Il porta voce Joaquin Navarro Valls più volte ha comunicato lo stato di salute del Pontefice, sottolineando che le sue condizioni di salute erano stazionarie ma di notevole gravità. Il Papa continuava ad essere lucido e pienamente cosciente. Fino alla notizia ufficiale dell’avvenuto decesso. Le ultime ore le ha trascorse ascoltando alcuni brani delle Sacre Scritture. Da giorni migliaia di fedeli si sono appostati in Piazza San Pietro in una lenta Via Crucis ed uniti in preghiera nella Cappella della Camera dedicata a San Gregorio Nazareno a Roma. Il Papa, il “Profeta del III millennio”. Un Papa non Italiano dopo 455 anni. La sua voce, la sua presenza è arrivata fra i fedeli dispersi agli angoli più remoti della terra. Il suo pontificato, 26 anni celebrati lo scorso 16 ottobre, è il terzo più lungo dopo quelli di San Pietro, (l’apostolo prescelto, il successore di Gesù Cristo che mantenne la carica per 37 anni, secondo quanto è riportato dalla tradizione) e quello di Pio IX (31 anni, dal 1846 al 1878). Papa Wojtyla inizierà il suo pontificato il 16 ottobre del 1978, quando poco dopo le 18 avvenne la sua elezione. Applausi quando Radio Vaticana annunciò la Fumata Bianca.

Il Papa dei Primati, potrebbe essere definito. 249 sono stati i viaggi in Italia e all’estero ed ha incontrato 1500 persone. Ha tracciato un percorso tale da coprire per 29 volte il giro del mondo. È stato il Primo papa ad aver varcato la soglia del Parlamento italiano, avvenuta il 14 novembre del 2002. Nel marzo del 2000 ha pianto e pregato dinanzi al Muro del Pianto di Gerusalemme. Un segnale di riavvicinamento, di apertura al dialogo fra ebrei e cristiani dopo due millenni di incomprensione. Storico il suo viaggio a Cuba nel 1998, in occasione del quale strinse la mano a Fidel Castro. Il suo impegno incessante e continuo contro la guerra, “tentazione di Satana” e contro le violenze di ogni tipo. Un Papa coraggioso che non ha avuto timore di recitare un ‘Mea culpa’ in San Pietro, sugli errori e le nefandezze dei Cristiani. Giovanni Paolo II un esempio di dignità nel modo in cui in tutti questi anni ha sopportato il dolore della malattia. A partire dal drammatico pomeriggio del 13 maggio 1981, quando alle 17.19 alcuni colpi di pistola risuonarono nella primavera romana di Piazza San Pietro. La mano era quella di Ali Agca, killer turco che il Papa perdonò due anni dopo, quando andò a trovarlo nel carcere di Rebibbia.

Non mancò la sua visita nella terra sarda. Il pellegrinaggio del Pontefice nell’isola risale all’ottobre 1985, furono due giorni, dal 18 al 20, sufficienti per mandare in visibilio i fedeli sardi. In quella occasione, rivolgendosi a loro motivò la sua presenza affermando “Sono venuto nella vostra luminosa e splendida terra di Sardegna mosso da quell’amore di pastore che la grazia di Dio ha posto ed alimenta nel mio cuore.” Fu accolto all’Aeroporto di Decimomannu venerdì 18 ottobre. Ad aspettarlo il Monsignor Francesco Spanedda, in qualità di presidente della Conferenza Episcopale Sarda, ed il mondo politico sardo. Durante la sua visita ebbe modo di incontrare i minatori, nella Miniera di Monte Poni, a cui si rivolse in termini di compassione e di profonda solidarietà per le difficoltà crescenti del settore e rivendicò con fermezza la dignità del lavoro in miniera. Sempre in quell’occasione, il 18 ottobre, incontrò le autorità religiose di Iglesias ed i cittadini di Oristano. L’incontro con i fedeli di Sassari e Cagliari avvenne il giorno seguente, 19 ottobre. Commovente fu la visita del Pontefice ai malati dell’Ospedale Civile Brotzu di Cagliari, 20 ottobre. Nello stesso giorno si recò al Carcere di Buoncammino per portare una parola di conforto ai detenuti. Il suo viaggio pastorale si concluse con l’abbraccio ai giovani sardi che invitò a “non appiattirsi nella mediocrità e di non vivere solo a metà, ma di prendere nelle loro mani la propria vita, per farne un autentico e personale capolavoro.” Prendere in mano la propria vita, un messaggio di profonda e stretta attualità.