CICLO DI CONFERENZE ANNO 2002-2003
Cinema Jolly, via R. Serra, ore 21
"LA FOLLA SOLITARIA"
Crediamo che il celebre titolo del libro di David Riesman, sociologo americano morto nei primi mesi di quest'anno, conservi la sua suggestione simbolica, a distanza di tanti anni, anche in una società mutata qual è quella in cui viviamo. Varie discipline che convergono nello studio dell’uomo contemporaneo e dei suoi legami sociali, concordano nel definire la solitudine come cifra del nostro tempo di globalizzazione.
Il sociologo polacco Bauman parla di "solitudine del cittadino globale" e il filosofo Cacciari di "solitudini cosmopolite".
Attraverso la lettura dei mutamenti nei quali siamo immersi, vogliamo cercare di comprendere in che modo si stiano ridefinendo la nostra identità e il nostro stare insieme, con spiccato riguardo alla dimensione sociale.
Venerdì 22 novembre 2002:
DRAGHI O AGNELLI?
DAL MERCATO GLOBALE ALLA GIUSTIZIA UNIVERSALE
| Relatore: | prof. Giuliana Martirani (docente di Geopolitica - Univ. di Napoli "Federico II") |
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Venerdì 24 gennaio 2003:
LE RELAZIONI VIRTUALI NELLA RAGNATELA MONDIALE
| Relatore: | prof. Tonino Cantelmi (psichiatra, docente di Psicopatologia dello sviluppo - Univ. Lumssa di Roma) |
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Martedì 11 febbraio 2003:
L’ESPERIENZA DEL DOLORE IN UNA SOCIETÁ ANALGESICA
| Relatori: | prof. Francesco Campione (docente di Psicologia - Univ.di Bologna) dott. Allaman Allamani (medico psichiatra, vice presidente SIMP sez.Toscana) Monsignor Angelo Comastri (Arcivescovo di Loreto) |
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Venerdì 28 marzo 2003:
CIVILTÁ DELL’IMMAGINE E IMMAGINE DEL CORPO
| Relatori: | prof. Paolo Scudellari (docente di Psichiatria - Univ.di Bologna) dott. Romano Biancoli (psicoanalista, dirett. Istituto "Erich Fromm" di Bologna) |
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Venerdì 11 aprile 2003:
UTOPIA DI UNA SOCIETÁ "RELAZIONALE"
| Relatori: | prof. Pierpaolo Donati (docente di Sociologia - Univ. di Bologna) prof. Roberto Mancini (docente di Filosofia - Univ.di Macerata) |
La modernità è stata una potente, pervasiva e intenzionale costruzione dell'individuo "casuale" ossia la riduzione della persona ad un essere anonimo, impersonale astratto dalla comunità. Viviamo in una società frammentata da un dilagante individualismo. Solitudine della modernità. Come ripensare la società? Attraverso quale progetto? Quello di una società "relazionale" nella quale si valorizzino i "beni relazionali". Ẻ utopico tale progetto o trova già riscontro in modi concreti di organizzare il nostro tessuto sociale? | |
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Nell’intraprendere il percorso dei cinque incontri, ci facciamo accompagnare da un'immagine, un quadro del Novecento di grande valore simbolico: La danza di Henri Matisse.
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