CICLO DI CONFERENZE ANNO 2005
Cinema Jolly, via R. Serra, ore 21


"Abitare il tempo"

Oggi non è in un luogo che ci sentiamo a casa, ma in un tempo e precisamente nel “presente assoluto”.
Questo è il senso della metafora di Agnes Heller.
Ed è la tesi di molti altri studiosi contemporanei: noi, uomini del XXI secolo, viviamo un radicale mutamento dell'esperienza del tempo e dello spazio, che sono le prime vittime del processo di globalizzazione.
Lo spazio e la distanza sono annullati, il tempo si restringe al “grado zero” dell’istante.
Ne consegue una “presentificazione” di tutti i fenomeni.
Solo un’attenta lettura ci può aiutare a individuare in quali forme si esprima questa nuova temporalità nelle nostre storie personali, nel vivere in società. Per intravedere possibili sforzi di superamento di un vissuto che genera incertezza.

 

Giovedì 12 maggio
NEL TEMPO, DA CRISTIANI

Relatore:Padre Bartolomeo Sorge (Gesuita del Centro San Fedele, Direttore della Rivista “Aggiornamenti sociali”)


Nel tempo , da cristiani
Sono qui a concludere un percorso culturale che si è svolto attorno al tempo .
Il tempo è una moneta preziosa. Pensate , questi momenti che vivremo insieme questa sera , non torneranno mai più.
Il tempo scorre , nessuno può fermarlo.
Si potrebbe rappresentare come un rullino fotografico che costantemente imprime : se l'immagine impressa è bella , rimarrà per sempre , se sciupa le foto , saranno sciupate per sempre.
Il tempo passa per sempre.
Se l'oggi l'ho vissuto bene, rimarrà per sempre , se l'ho vissuto male , l'ho sciupato per sempre.
Lo vorrei dire ai giovani : non sciupate la vostra vita!
Vivere il tempo da cristiani : un'impresa difficile!.
Mi sospinge a quello che Gesù disse all'inizio del suo ministero.
S.Marco ci riferisce la primissima frase che Gesù ha detto quando ha cominciato la sua predicazione dopo aver ricevuto il dono dello Spirito Santo :"Il tempo è compiuto".
E' interessante, Gesù parla dell'importanza del tempo.
"Il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo"
Appena Gesù dà questo annunzio , dà praticamente il cuore di tutto il Vangelo.
E lo dice in tre parole:
1) venendo nel mondo , ho inaugurato un tempo nuovo
2) il Regno di Dio , tra le alterne vicende della storia , è il cammino del nostro tempo
3) dobbiamo vivere da cristiani il tempo presente che ci viene dato

Da qui le mie tre considerazioni di questa sera
1) Cos'è il tempo per il cristiano
2) Come viverlo da cristiani
3) Difficoltà del cristiano oggi

1) Cos'è il tempo per il cristiano 
Bisogna fare un'annotazione:quando Gesù dice che il tempo è compiuto , dice che la venuta di Gesù realizza , cioè compie , le promesse e le profezie dell'Antico Testamento.
I profeti annunciano la venuta di Dio , del Salvatore del mondo. 
Dicono agli uomini : non vi lascerà soli.
Gesù dice : sono qui , il tempo è compiuto.
L'evangelista Marco , per dire tempo , usa un sostantivo greco : kairòs. 
I due sostantivi che nella lingua greca definiscono il tempo sono: 
kronos e kairòs.
Kronos è il tempo dell'orologio (da qui cronometro, cronologia…), 
un tempo che non si può fermare.
Kairòs , in greco , significa un tempo utile per scegliere.
E' il nome cristiano per indicare il tempo.Un tempo utile per scegliere. Quando Gesù dice : il tempo è compiuto , afferma che è iniziato uno spazio di tempo favorevole alla salvezza del mondo.
I teologi parlano di tempo usando un termine della lingua tedesca che significa "frattempo".
Quello che Gesù inaugura venendo , è il frattempo fra la venuta di Gesù, nato povero in una grotta , che ha compiuto le promesse e il ritorno glorioso del Signore che vedremo nello splendore della sua gloria. Risorgeremo con Lui risorto.
Intanto esiste il "frattempo", il tempo utile , il kairòs.
Quello del cristiano è un tempo di semina , di lotta , di decisione , di scelta. Non lascia dormire gli addormentati.
Il cristiano non è un addormentato che guarda al passato , è uno che sceglie, che vigila.
Dice San Paolo che tutta la creazione , il mondo , il tempo geme e soffre nelle doglie del parto.
Il cristiano è uno che vive il suo tempo come quello in stato di parto che è sofferenza, che genera la vita. Soffre per rinnovare il mondo, è creatore di idee nuove , di una nuova solidarietà , di una vita nuova proprio come quella generata nel parto.
Questo tempo non è il Krònos ,il tempo dell'orologio, ma è il Kairòs

Cosa comporta vivere il tempo da cristiani?
Ci sono 2 modi sbagliati di vivere da cristiano nel tempo:
1) condividere il potere e i privilegi con il "re", ed è una tentazione che risale ai tempi di Gesù.I Giudei si aspettavano che Gesù venisse come un re potente e battagliero che avrebbe liberato il popolo dall'oppressione dei Romani e avrebbe inaugurato un tempo di pace. Questa era una lettura politica.Il Regno di Dio sarebbe stato un regno politico forte , con un sovrano , il Messia , con i suoi amici privilegiati, come in ogni monarchia.
Allora non ci si stupiva quando Gesù moltiplicava i pani e sfamava cinquemila persone: finalmente , diceva la gente , uno che ci sfama. Possiamo vivere senza lavorare. Facciamolo re.
No , Gesù respinge questa tentazione . Li smentisce , non vuole essere fatto re , perché essere cristiani nel mondo non vuole dire avere un re potente. Dice il Vangelo che quando Gesù seppe che stavano per venire a prenderlo per farlo re , si ritirò sulla montagna.
Gli Apostoli , che non erano intelligentissimi , pur restando a contatto con Gesù per tre anni , cadono nello stesso errore dei Giudei.
Pensano che vivere da cristiani voglia dire prendere il potere, condividere il potere. Sappiamo di un'accesa discussione tra loro per vedere chi fosse il più grande del Regno.Si arriva al punto che la madre dei figli di Zebedeo va da Gesù e gli dice : fa'che questi figli miei siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra.
Gesù risponde: non sapete nemmeno quel che chiedete.Non è questo il modo di essere cristiani , cioè il condividere il potere.
Questo stesso errore è stato fatto storicamente anche nei secoli successivi.
Pensiamo al regime di cristianità affermatosi nel Medioevo con la comunione tre trono e altare. Si identifica la vita di fede con la politica , il regno degli uomini con il Regno di Dio ,"con la pretesa" ,dice il grande papa Paolo VI , "di tanto avvicinarsi alla società profana , da cercare di prendervi un influsso preponderante, esercitando il dominio teocratico".
E' la tentazione dei cristiani di avere , insieme con la fede , il potere.
E' la tentazione dell'integrismo.
Ai nostri giorni si manifesta sotto forma di fondamentalismo religioso.
E' una tentazione insita nella coscienza religiosa.
Pensiamo al fondamentalismo islamico: si confondono la religione e i principi del Corano con il potere politico , per cui un'adultera viene legittimamente lapidata.Il Corano è testo di fede e testo di legge.

Giovanni Paolo II nell'enciclica Centesimus Annus grida: 
"Non è di questo tipo la verità cristiana. La Chiesa non presume d'imprigionare in uno schema rigido la realtà sociopolitica, ma riconosce che la vita dell'uomo si svolge in condizioni diverse".
Oggi la Chiesa capisce sempre meglio la risposta che Gesù diede a Pilato che aveva chiesto a Gesù : ma tu sei re? e Gesù risponde: sì , ma il mio Regno non è di questo mondo.
La Chiesa ha abbandonato storicamente e teologicamente , a partire dal Concilio Vaticano II , questa concezione temporale del Cristianesimo.
Il Concilio afferma :"La Chiesa non pone la sua speranza nei privilegi che Le può offrire l'autorità civile.Anzi la Chiesa rinuncia all'esercizio anche dei diritti legittimi acquisiti , se il loro uso potesse far dubitare della sincerità della sua testimonianza".
Bellissimo! Noi non vogliamo il potere , la nostra forza e la nostra debolezza stanno nella Parola di Dio. Non i soldi , non i privilegi , la nostra forza è il Signore!
2 ) la fuga
E' l'opposto della prima e consiste nel dare un'interpretazione puramente spirituale , atemporale , disincarnata del Cristianesimo.
Certo oggi la cultura dominante è terribile: la chiamano "il pensiero unico".Una volta fallita la cultura marxista , è rimasta in piedi la cultura neoliberista ed è il pensiero dominante.
Respiriamo questo pensiero guardando la televisione , leggendo i giornali , 
Stiamo diventando tutti grigi , ragioniamo tutti allo stesso modo .
Stiamo espropriando le culture dei popoli in via di sviluppo che hanno sì le antenne per ricevere , ma non il potere per trasmettere.
Ricevono una cultura violenta , consumistica che sta mutando la cultura della famiglia , del lavoro , della legalità che invece sono patrimonio dell'umanità.
Nasce un nuovo colonialismo culturale che ci obbliga a pensare come pensano gli Stati Uniti o il Giappone.
Allora la tentazione qual è? La "fuga mundi", scappo, fuggo nel deserto perché voglio salvare la mia anima dalla cultura consumistica e materialista della cultura moderna.
Scelta sbagliata!
Perché? Perché è la scelta della spiritualità dell'Arca di Noè.
Io mi salvo e lascio che gli altri affoghino , ingoiati dai pescecani.
No , la religione cristiana non è di èlite.Non è riservata ai movimenti,
Gesù è nato per tutti, anche per i musulmani , per i buddisti , per gli atei.
Io me ne vado in chiesa ad aspirare il profumo dell' incenso e a cantare canti spirituali , e gli altri? no , non è questo il vivere da cristiani.
E la storia dimostra che quando i cristiani si sono chiusi, si sono chiamati fuori dal mondo e hanno tagliato i ponti con la cultura moderna , la società ha perso la dimensione della trascendenza , il senso dell'esistenza.
Questo modo sbagliato di essere cristiani ha determinato nei cristiani una visione pessimistica della cultura moderna ,
Non è vero che la cultura moderna è tutta una falsità , che l'illuminismo ha detto solo cose sbagliate . No , ha detto cose giuste .Certi valori come la libertà di coscienza , la libertà di espressione sono stati capiti prima dalla cultura laica che da quella cristiana.
La Chiesa è stata chiusa al dialogo con la modernità, abbiamo avuto paura e abbiamo scomunicato la modernità.
No. Non abbiamo capito che la cultura laica andava sulla stessa strada del Vangelo.
Con parole profetiche ci dice Paolo VI :"Non si salva il mondo stando fuori ".
La spiritualità deve incarnarsi, "come il Verbo incarnato si è fatto uomo…"
Dio non ha mandato il Figlio per giudicare , ma perché il mondo si salvi.
"Il Regno di Dio è in mezzo a voi". Cosa significa?
Che il Regno è nella banalità quotidiana , si realizza nella storia concreta degli uomini, nella nostra città , nel nostro quartiere , nella nostra famiglia, nel confronto fra il bene e il male. 
E' come il campo dove il buon grano cresce accanto alla zizzania.
E' come una rete gettata nel mare che raccoglie pesci buoni e pesci cattivi.Alla fine del tempo del mondo , raccoglieremo il grano.
La zizzania verrà gettata via.
Quindi i costruttori del Regno non sono i ricchi , né i potenti di turno.
Sono i poveri , i deboli , i piccoli, quel granello di senapa , quel pizzico di lievito .Chi veramente costruisce è il Signore. 
Ecco dunque il secondo modo sbagliato di vivere da cristiano nel tempo:
dare un'interpretazione puramente spirituale e disincarnata del Cristianesimo e far vivere il Cristianesimo come una spiritualità da Arca di Noè.
Mi salvo non isolandomi , ma condividendo , come ha fatto Gesù.
Quindi, per il cristiano , né potere , né fuga.

2) Fondamento teologico del come vivere il tempo da cristiani 
Il Regno di Dio conosce due momenti.
C'è un momento finale di cui Gesù ci parla , che si verificherà alla fine del tempo quando la storia finirà.
San Paolo ci fa conoscere quest'ultimo istante del tempo : quando Gesù consegnerà il Regno a Dio Padre , bisognerà che Lui regni finchè non avrà posto i nemici sotto i piedi e quando tutto gli sarà sottomesso , anche Lui sarà sottomesso .
Non è un Regno umano, va accolto con la fede. 
Secondo momento.
Il Regno che è tra noi. E' silenzioso , si costruisce senza rumore attraverso la vita quotidiana.
Gesù ha usato un'immagine , perché Gesù , quando parla è artista , dipinge: "Il regno di Dio è come un uomo , un contadino, che getta il seme per terra, dorma o vegli , il seme germoglia e cresce". 
Come? Neppure lui lo sa. Perché la terra produce spontaneamente prima lo stelo , poi la spiga , poi il chicco. Quando il frumento è pronto , si mette mano alla falce per la mietitura.
Il Regno di Dio è questo : la presenza silenziosa del cristiano come fermento.
Padre e madre che educano , non fanno rumore , non finiscono sui settimanali , un ammalato terminale che accoglie il dolore , lo accetta e non si dispera , non andrà in televisione, è il Regno di Dio che viene.
Il Regno di Dio viene nell'amore , nella condivisione trasforma il mondo. Questo vuol dire vivere in uno stato di parto perchè nasce un mondo rinnovato .La fraternità vince la vendetta. Basta una carezza , una stretta di mano , uno sguardo per sconfiggere la solitudine.
Gesù è vivo , non è una favola, è in mezzo a noi.
I cristiani sono Gesù che camminano per le strade del mondo.
Sono minoranza , non marginalità. 
Il sale non è maggioranza nella minestra .Basta un pizzico per dare sapore. La spiritualità del cristiano è la spiritualità della strada : condividere sempre il cammino , non avere paura.
Il Regno di Dio non è un programma , non è una dottrina.
E' una persona che ha il nome e il volto di Gesù di Nazareth, che è l'immagine visibile del Dio invisibile.
Verrà quindi un giorno in cui capiremo cosa vuol dire essere cristiani nel tempo, aver fermentato la massa.
Pensiamo a Madre Teresa di Calcutta.
Cos'è questa donnetta piccola , senza laurea , che ha avuto il Nobel per la pace? Non ha fatto altro che amare raccogliendo dai marciapiedi di Calcutta larve umane , donando loro un sorriso e portandoli a morire su un letto candido di bucato. 
Davanti alla sua bara sono sfilati i potenti della terra, si sono stretti la mano capi di religioni che fino al giorno prima si erano uccisi.
Questo vuol dire essere cristiani nel tempo.
L'amore vince l'odio , la pace vince la guerra. 
Qui e ora ci è dato vivere .
Se i giovani sapessero quant'è bello dare la vita a Gesù nel tempo che ci è dato di vivere!
Andare con i poveri , i disoccupati , i disperati , portare loro una mano!
Ecco le parole del Concilio:"I cristiani devono stringere rapporti di stima e di amicizia con gli uomini e dimostrarsi membra vive di quel corpo sociale in mezzo a cui vivono".
Abitate a Ravenna , siate fermento di Ravenna , ma con umiltà!
"Devono prendere parte attraverso il complesso delle relazioni e degli affari dell'umana esistenza , alla vita culturale e sociale".
Quindi mi congratulo con il vostro parroco per queste iniziative culturali e sociali che si concludono oggi , ma che continueranno.Questo vuol dire essere cristiani nel tempo.
"Così devono conoscere bene , conclude il Concilio , le tradizioni religiose e nazionali degli altri , lieti di scoprire e pronti a rispettare i segni del Verbo che in essi si nascondono".
Ecco il momento storico che stiamo vivendo.
Andiamo aldilà di tutti gli schemi, di tutte le frontiere.
Cerchiamo di vedere la presenza dello Spirito di Dio in tutti gli uomini di buona volontà.
Cristo è morto per tutti.Vocazione ultima di ogni uomo è quella divina.
E se uno non crede? Anche se tu non ci credi , sei immagine e somiglianza di Dio.
Nei miei dibattiti con Indro Montanelli , spesso mi sono sentito dire da lui: Io non ho la fede , quanto pagherei per averla. Sarei pronto a qualsiasi sacrificio pur di averla. E' un dono , ma se Dio non me lo fa , io che colpa ne ho?
Io gli dicevo: la fede è come il sole, c'è per tutti . 
Il sole è unico , ma tutto per tutti. Se chiudo le finestre e chiudo la porta , rimango al buio. E' il problema dell'ateismo. 
Apri un po' la porta , apri la finestra e un raggio di sole entrerà anche per te.
Perché Dio è per tutti.
Cosa vuol dire aprire la finestra? E' la preghiera.
Pregare è come aprire una finestra : se la apri può entrare un raggio di sole (la fede) , se la tieni chiusa, non entra .Magari in tutte le parrocchie si pregasse come voi qui questa sera!
Giovanni Paolo II esorta "Approfondite i segni di speranza che si trovano anche in questo nostro secolo così tormentato."
Cerchiamo gli elementi positivi, lo Spirito che lavora , nonostante il rumore del male.Guardiamo i progressi realizzati dalla scienza, soprattutto dalla medicina al servizio della vita umana.
Come non vedere gli elementi positivi?
Pensiamo alla nuova coscienza ecologica, questo è un elemento positivo.
Quando in un solo giorno sono scesi in piazza in tutto il mondo 110 milioni di persone a manifestare per la pace , come non vedere un segno di speranza ? 
Quando abbiamo visto la processione interminabile di fedeli che attendevano per quindici , venti ore in fila per andare a dire grazie a Giovanni Paolo II , ma chi le muove queste masse di persone ? Come non vedere che siamo in un tempo carismatico nel quale lo Spirito Santo, nonostante il rumore grande del male, delle guerre , delle ingiustizie , spinge verso il bene? 

4) Difficoltà del cristiano di oggi

Quali difficoltà incontra l'uomo per vivere da cristiano nell'Italia di oggi?
I cristiani sono amici di tutto il bene che c'è nel mondo, da chiunque venga fatto.
Si impegnano con leale interesse allo sviluppo del Regno, che è il fondamento teologico di questa presenza incarnata nella storia.
Sono pronti al dialogo aperto con tutti , per dare e per ricevere.
Evitando i pericoli opposti dell'integrismo e dello spiritualismo disincarnato


A questo punto vi leggo una frase terribile che si trova nel Concilio:
"Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali , trascura i suoi doveri verso il prossimo , anzi verso Dio e mette in pericolo la propria salvezza eterna".
Dobbiamo avere il coraggio di fare un salto di qualità.
Si pone il problema della collaborazione dei cristiani con i costruttori della città.
E qui c'è il tormento soprattutto di quei cristiani che hanno scelto di lavorare in politica, nelle amministrazioni locali , nel Parlamento.
Da un lato , il cristiano non deve vivere una religione esclusivamente interiore ,dentro di sé o , peggio , per sé , abdicando alla partecipazione reale alla vita di tutti i giorni , a quella della società . 
Dall'altro , deve fare i conti con orientamenti culturali che spingono i legislatori verso scelte moralmente discutibili o inaccettabili.
Come rimanere coerenti? Come costruire insieme la città con fedeltà alla mia coscienza cristiana, cioè dando un 'anima etica alla vita sociale e alla democrazia?
Vivere da cristiani nel tempo vuol dire sanare quella pericolosa frattura fra etica e vita.
Se riflettiamo , infatti , oggi ci stiamo distruggendo.
Dobbiamo votare un referendum che riguarda la vita.
Attraverso la scienza e la tecnica abbiamo scoperto il mistero della vita , possiamo crearla come Dio! Ci si chiede con un sì o con un no di decidere questioni complesse , delicate ed essenziali.Anche i tecnici non sanno come pensare.
Allora come essere coerenti e partecipare a scelte comuni?
Com'è difficile!
Se l'uomo perde la dimensione etica , si distrugge.
La vita umana è il valore numero uno , la dignità della persona umana è il fondamento della vita democratica.
Anche la Costituzione europea mette al primo posto la dignità della persona umana.
Tutte le volte che il valore della vita , da valore numero uno , diventa valore numero due , l'uomo si distrugge.
Se il valore della razza diventa il numero uno (nazismo) , abbiamo i forni crematori di Hitler, ci distruggiamo.
Se il valore della salute (malattie del feto e sua eliminazione) diventa il numero uno, ci distruggiamo.
I Comandamenti di Dio sono il binario della nostra felicità.
Il binario fa correre il treno.
Essere cristiani oggi vuol dire riscoprire la coerenza cristiana in mezzo a mille voci che ci tentano .
La ricerca sull'embrione è ricerca su un essere che è vita.
L'embrione è vita! Nell'embrione c'è già geneticamente tutta la vita , è irripetibile.
Non importa se persona o non persona , con la fecondazione la vita è nata ed è vita che diventa uomo .
E' difficile essere cristiani oggi perché dobbiamo confrontarci senza avere le cognizioni necessarie.
Ma questa è la sfida dei cristiani nel nostro tempo
La nota del cardinale Ratzinger di due anni fa , dice :
" L'esigenza di rinsaldare l'etica con la vita sociale è postulata dai traguardi della scienza e della tecnica. La conquista scientifica ha permesso di raggiungere obiettivi che scuotono la coscienza, impongono di trovare soluzioni capaci di rispettare in maniera coerente e solida i principi etici.Si assiste invece a tentativi legislativi che incuranti delle conseguenze che derivano per l'esistenza e per l'avvenire dei popoli nella formazione della cultura e dei comportamenti sociali , intendono frantumare l'intangibilità della vita umana". 
Veniamo all'altra difficoltà.
Come vivere da cristiani in una società pluralistica ?
Quando l'appartenenza a uno schieramento non consente di esprimere
pienamente i valori in cui crediamo , quando il rispetto del metodo democratico pone di fronte a scelte che contrastano con i principi irrinunciabili come la vita , l'educazione , la famiglia, la pace?
Come comportarsi di fronte a scelte che non condividiamo per coerenza?
La soluzione è duplice: manifestare apertamente la nostra fede , non vergognarsi di essere cristiani ,Gesù ce l'ha detto.Se uno si vergogna di me anch'io mi vergognerò di lui davanti al padre mio. 
Di fronte a una legge ingiusta , devo dire di no.
Secondo passo da fare : cercare di fare il maggior bene possibile.
Non il male minore , ma il maggior bene possibile.
Il cristiano quindi non deve abbandonare il Parlamento se la maggioranza del Parlamento vota leggi contro la morale , non deva fuggire , ma deve essere presente per fare il maggior bene possibile.
Occorre però, per il cristiano cittadino e, per chi entra in politica , avere grande professionalità.
Abbiamo bisogno di uomini e donne che siano cristiani "adulti".
Perché per i cristiani , per i sacerdoti non c'è più il rispetto dovuto che la vecchia cultura dava alla religione. Cioè non ci sono più "cristiani sociologici".Oggi la fede dev'essere adulta.
Dunque rispettare la laicità e il pluralismo della politica , fare il maggior bene possibile , rispettare l'esito della maggioranza. E' difficile essere cristiani nel tempo, oggi.
Per far questo occorrono "cristiani maturi e accesi"
L'importante non è essere pochi , ma essere accesi , perché non è mai avvenuto che mille candele spente abbiano acceso una sola candela spenta. Ma una sola candela accesa ne accende mille.
Per concludere , se dovessi riassumere il mio pensiero , direi "formazione".E' importante formarci.
Siamo tutti impreparati ai grandi cambiamenti ,vescovi , sacerdoti , cristiani tutti , perché i problemi sono inediti.
Pensate , nei nostri libri di morale non esiste il capitolo sulle biotecnologie.
Ecco perché torno a lodare ancora una volta questa iniziativa culturale del vostro parroco.
E' una necessità , è urgente che la Chiesa faccia formazione.

 

Venerdì 22 aprile
IL TEMPO DELLA FORMAZIONE

Relatore:prof. Franco Cambi (Ordinario di Pedagogia Università di Firenze)


Anche il formarsi dell'uomo ha un “suo” tempo. Un tempo plurale costituito di tre temporalità fra loro interconnesse e sincroniche. Quella del vissuto, che è apertura alle esperienze, quella razionalizzante che guarda alle responsabilità, quella del progetto come investimento “sul” futuro e costruzione “del” futuro.

 

Venerdì 11 marzo
QUANDO IL TEMPO E' SOSPESO
Significati e problemi
dell’anoressia nell’adolescenza

Relatore:prof. Luigi Onnis (docente di Psichiatria Università La Sapienza di Roma)


Si tratta di una vera sospensione temporale che investe la crescita delle persone con disturbo anoressico, e non solo quelle. L'attuale società dell’“infinito presente” mette in vetrina corpi giovani ed efficienti, distorcendo ruoli e occultando tutto ciò che appare come una “scoria del tempo” .

 

Venerdì 18 febbraio
TEMPO E IDENTITA'

Relatore:prof. Sergio Belardinelli (docente di Sociologia Università di Bologna)


Filosofi e sociologi hanno istituito, pressoché da sempre, una stretta connessione tra la concezione del tempo e l’organizzazione sociale. La stessa connessione esiste tra l’idea del tempo e l’idea dell’identità individuale, specialmente in ordine alla frammentarietà, alla “mancanza di durata”, che nell’epoca odierna sembra caratterizzare entrambe.

 

Giovedì 10 Febbraio
Teatro dell’Opera di Santa Teresa
DONARE IL TEMPO

Relatori:S. Em. Cardinale Ersilio Tonini (Arcivescovo Emerito di Ravenna-Cervia)
S. Ecc. Arcivescovo Mons. Giuseppe Verucchi (Arcivescovo di Ravenna-Cervia)
Suor Riccarda Lazzari (Suora Camilliana)
Prof. Gabriele Bazzocchi (docente Università di Bologna, Direttore U.O. del Montecatone Rehabilitation Institute)


Il “tempo donato” si sostanzia di ascolto, amore e dedizione a chi soffre. Un tempo né effimero né vano. È il tempo in cui è cresciuto il grande albero dell’Opera di Santa Teresa che affonda le radici ed estende i suoi rami. Si inaugura a San Pietro in Campiano la Casa di accoglienza dei malati traumatizzati gravi, mentre si celebrano i cento anni dalla nascita di Monsignor Zalambani. Un “cuore grande”che si è fatto trascinare dalla stessa corrente “di calda spiritualità e di attiva carità” che muovendo da Don Lolli, continua oggi a rispondere alle “nuove emergenze”.

 

Mercoledì 19 Gennaio
IL TEMPO DELLA CITTA'

RelatorI:prof.ssa Vera Negri Zamagni (docente di Economia Università di Bologna)
S. Ecc. Arcivescovo Mons. Giuseppe Verucchi (Arcivescovo di Ravenna-Cervia)


Con il tramonto del partito dei cattolici italiani , la diaspora che si è determinata ha da un lato creato disaffezione verso l'impegno politico e dall'altro lato reso difficile il dialogo fra i cattolici impegnati. Dalla 44° Settimana sociale dei cattolici italiani è venuto un forte richiamo a ravvivare l'interesse per il “bene comune”. Che implica un tempo di tradizione e di profezia.

 

In un’atmosfera d'infinito silenzio che avvolge il mistero del mondo, da un tavolino poggiante sulla sabbia del deserto, si levano alberi privi di ancoraggio.
Alberi, dunque, irreali. E le nuvole, di luce splendente, in parte davanti, in parte dietro le chiome degli alberi, sono troppo vicine al terreno perché la scena risulti realistica.
Legami inediti e combinazioni inusuali come la compresenza del chiarore del giorno e del buio della notte, generano una “surrealtà”, uno spaesamento che introduce ad una lucida rivelazione.
“L’Oasis” del pittore belga Renè Magritte traduce in immagine simbolica la condizione di sospensione dell'uomo di oggi, che vive un tempo senza radici, un tempo che si contrae nel presente, su cui si addensa un futuro scuro come il blu notte del cielo di Magritte.