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| Fratel Silvio |
| Fratel Mario |
• CHI SONO •
L'ISTITUTO DEI FRATELLI DELLA SACRA FAMIGLIA DI BELLEY è una congregazione religiosa di diritto pontificio, a carattere laicale, fondata in Francia da fratel Gabriel TABORIN, a metà del secolo scorso.
I Fratelli della Sacra Famiglia sono pertanto dei religiosi, cioè dei consacrati, che rimangono laici anche dopo la consacrazione.
I "Fratelli"
La spiritualità dell'Istituto si richiama alla Sacra Famiglia di Nazareth, e vuole attuare e prolungare il mistero di quella famiglia riproducendone i tratti di semplicità, di nascondimento di umiltà, ... cioè vivendo il Vangelo in una quotidianità di atti semplici.
Il lavoro, la preghiera e la fraternità sono le linee costanti di questo vivere nazareno.
Inviati dal loro Fondatore ad essere animatori e testimoni del Vangelo nel mondo e per il mondo, sono presenti nei vari continenti: Europa (Francia, Italia, Spagna), Africa (Burkina Faso, Costa d'Avorio), America (Argentina, Uruguay, Brasile, Ecuador, Messico), Asia (Vietnam) e Australia (Filippine).
• IL FONDATORE •
il Venerabile FRATEL GABRIELE TABORIN.
Nasce nel 1799 e muore nel 1864. Vive al servizio di Dio e del prossimo, soprattutto dei giovani.
Sceglie la vita di consacrato fondando lui stesso una nuova Congregazione: i Fratelli della Sacra Famiglia.
Viene canonizzato in vita dalla grande stima del santo patrono dei parroci. Nel 1991 papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato "venerabile" per l'eroicità delle sue virtù.
• I FRATELLI DELLA SACRA FAMIGLIA A RAVENNA •
Fratel Silvio e fratel Luigi arrivano nella Parrocchia di San Rocco domenica 21 settembre 1997. Il parroco, don Ugo Salvadori, li ospita nella "Casa di preghiera" di via Luca Danesi 13. Nell'omelia della Messa domenicale, l'arciprete sintetizza il significato della presenza di una nuova comunità religiosa in parrocchia: prima di tutto è una presenza significativa per la testimonianza di donazione totale al Signore, come segno per tutti, cristiani e non, di realtà eterne a cui tutti dobbiamo tendere.
I Fratelli sono anche un dono per quanto possono dare alla parrocchia e alla Diocesi;