
Pagina 2
|
I Magi, un simbolo per il nostro tempo
|
Riproduciamo la copertina del nuovo lavoro curato dal nostro Felice
Mazzeo: “Guidarello chi era?”. È a tutti nota la figura di questo nobile
guerriero quattrocentesco ravennate, celebre in tutto il mondo soprattutto
per la statua funeraria che ne ritrae l’effigie, scolpita dallo scultore
rinascimentale Tullio Lombardo e attualmente conservata presso la Pinacoteca del Museo d’Arte
della città, all’interno della “Loggetta Lombardesca”. Molti hanno scritto sul bel
Guidarello, storici poeti e cronisti, di più o di meno chiara fama, esaltandone
la ineffabile bellezza del volto, ma nessuno finora ne aveva tracciato una biografia. È
quello che ha inteso fare Felice Mazzeo, inquadrando il personaggio, tornato di
recente alla ribalta per i lavori di restauro e di ripulitura alla statua
effettuati nella primavera scorsa e per i sondaggi scientifici tuttora in
corso, nel periodo storico in cui egli è vissuto, riferendone fatti, vicissitudini
e curiosità, sia di quando era in vita che dopo la morte. L’autore ci ha dato così un saggio,
corredato tra l’altro da una serie di fotografie d’epoca, interessante e di
piacevole e gustosa lettura. Il libro è in vendita in tutte le librerie al prezzo di
Euro 10,00 ed è disponibile direttamente anche presso l’ufficio parrocchiale. Si informa che il ricavato delle vendite, detratte le spese, andrà devoluto a favore della Mensa di Fraternità. |
|
|
E’ uscito fresco di stampa per i tipi
dell’Editore Longo I Magi evangelici. Storia e simbologia tra Oriente e
Occidente, un interessante studio di Antonio Panaino, preside della nostra
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, nonché Ordinario di Filologia,
Storia e Religioni dell’Iran, che riproduce, con ricco corredo di note,
bibliografia ed iconografia, il testo di una prolusione tenuta in occasione
dell’apertura dello scorso Anno Accademico delle sedi romagnole dell’Ateneo Bolognese.
La visita dei Magi a Gesù Bambino non è solo uno degli episodi evangelici che
maggiormente hanno affascinato l’immaginario popolare e la fantasia degli artisti
degli ultimi duemila anni, ma è stato fra i più trattati a livello multidisciplinare da biblisti, teologi,
astronomi, storici e studiosi delle religioni antiche. |
Con il termine magu si nominavano i
membri di un gruppo sacerdotale dell’Iran occidentale che assunsero un
ruolo religioso e politico di primo piano nella Persia antica, come depositari del
culto di Zoroastro (Zarathustra); ma in età ellenistica il nome perse progressivamente
autorevolezza venendo ad indicare astrologi o divinatori
di varia origine, spesso addirittura ciarlatani. (continua a pag. 5) |
|
|
|
||