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Una suggestiva collezione di incisioni in mostra al MAR Le pinete di Vittorio Guaccimanni |
Pillola abortiva, quando uccidere diventa “banale”
...riportiamo un articolo interessante dell’Arcivescovo Cafarra su un argomento molto attuale...
Anche nella nostra regione si vuole regolare l’importazione della pillola RU 486, su specifica richiesta medica, così che possa essere usata. Non intendo addentrarmi nella discussione medica non avendone la competenza. Le mie sono due brevi riflessioni che sottopongo all’attenta considerazione di chi è preoccupato del destino dell’uomo e del riconoscimento della sua dignità. Prima riflessione. L’introduzione del suddetto farmaco è motivato dalla “minore traumaticità” che assumerebbe l’atto abortivo. Data e non concessa la consistenza di questa argomentazione, la diffusione della pillola abortiva in realtà rischia di essere un passo ulteriore verso la “banalizzazione” di un gesto che è uccisione di un individuo umano, devastazione spirituale e psichica della persona della donna che lo compie, e progressiva anestesia della sensibilità morale del nostro popolo verso il valore della vita umana. L’uomo è profondamente plasmato dai suoi gesti, carichi di valore simbolico: sopprimere una vita umana non è come “prendere una pillola”. Basta poi leggere la letteratura al riguardo per rendersi conto che le cose anche medicalmente non stanno così, ma si preferisce battere sul tasto della “facilità” e minore traumaticità. Seconda riflessione. Nessuno ha il diritto di giudicare un altro dal punto di vista morale, ma tutta questa faccenda sembra un altro segno di quel collasso di civiltà cui oggi assistiamo. Esso consiste nella progressiva riduzione del valore dell’altro alla misura con cui è desiderato, con cui entra nel progetto della propria felicità individuale. La dittatura del desiderio depreda la realtà della sua consistenza; e in particolare depreda la realtà della persona - di ogni persona - della sua propria ed incomparabile preziosità. Spero solo che una questione di così alta drammaticità non sia trattata introducendovi il discorso dell’occupazione dello Stato laico da parte dei vescovi. È una questione troppo grande per essere censurata dalla superficialità di luoghi comuni. Carlo Cafarra |
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Per valorizzare meglio il proprio patrimonio artistico, i due terzi conservato nei suoi magazzini, il MAR (Museo d'Arte della Città di Ravenna) in questo periodo
espone 50 delle 145 incisioni del pittore Vittorio Guaccimanni (1859 - 1938). L'occasione è anche quella di celebrare il primo centenario della legge di tutela delle pinete ravennati emanata nel 1905 per impulso dell'allora Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio Luigi Rava. Tale legge è alla base di tutta la legislazione di conservazione dei beni culturali ed ambientali del nostro Paese. La mostra dal titolo “Le Pinete di Vittorio Guaccimanni” è stata inaugurata il 24 settembre scorso con il sostegno della Provincia di Ravenna e rimarrà allestita fino all'8 gennaio prossimo. I curatori, la Conservatrice della Pinacoteca Nadia Ceroni e il Direttore del MAR Claudio Spadoni, volendo realizzare la mostra in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (24 - 25 settembre), sono fermamente convinti che oltre all'organizzazione ed al riconosciuto successo dei precedenti eventi espositivi, il compito istituzionale del MAR è anche quello di conservare, valorizzare e far conoscere ad un numero sempre maggiore di visitatori |
le proprie collezioni permanenti. Ecco perché la scelta è caduta su Vittorio Guaccimanni e sulla sua ricca produzione incisoria che esprime mirabilmente il passato artistico cittadino e del territorio. Allievo di Arturo Moradei, Guaccimanni fu stimato pittore e successivamente autorevole direttore dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna dal 1903 al 1938. Insegnante di figura, Guaccimanni padroneggiò con sicurezza, nella sua longeva carriera artistica, svariate tecniche, realizzando numerosissime pitture ad olio, ad acquerello, a pastello, miniature e, soprattutto negli ultimi anni di attività, incisioni (1920-'30) molto apprezzate all'estero. In particolare a Vittorio Guaccimanni spetta il merito di aver rappresentato con rara sensibilità, attraverso la tecnica dell'acquaforte, la bellezza artistica delle nostre pinete ravennati in 145 incisioni depositate in Pinacoteca per disposizione testamentaria dell'artista nel 1938. Queste suggestive incisioni sono di varie dimensioni, spesso nella duplice versione nera e a colori; esse evocano il nostro tipico habitat delle pinete dove si muovono poche persone ed animali. Nell'esposizione i visitatori potranno poi visionare due video, uno sull'ambiente naturalistico delle pinete e l'altro sull'attività artistica di Guaccimanni, gentilmente concessi dall'Istituzione Biblioteca Classense e dall'ex Centro di Formazione Albe Steiner. È anche in distribuzione un numero speciale della rivista del Sistema Museale della Provincia di Ravenna (Museo in.forma) dedicato appunto alle pinete ravennati. Gli orari della mostra sono: martedì, giovedì, venerdì: 9.00-13.30, 15.00-18.00; mercoledì e sabato: 9.00 e 13.30; domenica: 15.00 - 18.00. Filippo Treré |
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